TYPOLOGIES

Palinuro – Caselle in Pittari

DIFFICULTY

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Patrimonio culturale

Storia

Borgo abbandonato di S. Severino

San Severino di Centola (in origine detto S. Severino di Camerota) costituisce uno straordinario esempio di borgo medioevale, conservatosi quasi intatto ma oggi totalmente abbandonato. Soprattutto per le sue difficoltà di accesso, l’abbandono è avvenuto nel corso del XIX secolo e nella prima metà del XX secolo, quando si è sviluppato l’abitato moderno, sito a valle, in posizione più agevole per i collegamenti.

Il borgo, al quale si accede tramite un ripido sentiero, si sviluppò in seguito alla nascita del castello. Sorto forse nel secolo XI, ma ricordato nei documenti solo a partire dal XIII secolo, il castello occupa una posizione strategica per il controllo dell’accesso alla valle del Mingardo, che domina da una rupe a strapiombo. Il centro abitato, caratterizzato da case che si poggiano direttamente sulla roccia, si articola su un ripido sperone roccioso che si affaccia sul Mingardo, fino alla Gola del Diavolo dove un fondale da gran canyon immette nel cuore verde del parco. Del castello rimane solo parte di alcune strutture, come sono parzialmente conservati anche gli altri edifici emergenti del borgo, tra i quali il Palazzo baronale e la chiesa di S. Maria degli Angeli.

Attualmente è in corso un progetto di restauro e di valorizzazione.

Evidenze storico-artistiche

All’antico Borgo ci si arriva inerpicandosi per una stretta strada che si affaccia sullo strapiombo della Gola del Diavolo, incassato tra due strette pareti di roccia in fondo alle quali si trova il letto del fiume Mingardo. Il borgo ha un assetto medievale caratterizzato da strade strette e tortuose, con la piazza, la chiesa, S. Maria degli Angeli, la torre, il palazzo baronale e il castello. Il fortilizio era esposto a continue incursioni nemiche e perciò aveva bisogno di valide difese.

In origine, durante la dominazione longobarda (VIII-XI secolo), la torre a sezione quadrata, rivolta verso il Monte Bulgheria e la valle del Mingardo, aveva funzioni di avvistamento.

La torre, oggi parzialmente visibile, è stata in seguito integrata nel castello. Un ampliamento, avvenuto con molta probabilità in epoca angioina, che è da mettere in relazione con il nobile feudo della famiglia Sanseverino, da cui il nome.

Patrimonio ambientale

Fiume Mingardo

Fiume Mingardo Il Sito di Interesse Comunitario "Fiume Mingardo" è collocato nella zona sud del Parco; il suo territorio, compreso tra il livello del mare e i 1000 metri di altezza, confina parzialmente con i SIC “Monte Cervati, Centaurino e Montagne di Laurino”, “Monte Sacro e dintorni” e con la Zona di protezione Speciale (ZPS) [...]

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