Praterie pseudosteppiche

Questo habitat è formato da praterie aride e semiaride in cui dominano le graminacee e soprattutto l’ampelodesma (Ampelodesma mauritanicus Poir., T.Durand & Schinz). In genere, esse sono il risultato di prolungati e profondi processi di degradazione che hanno portato alla progressiva scomparsa dell’originaria vegetazione arborea e arbustiva soprattutto a seguito di frequenti incendi. Possono essere presenti arbusti più o meno diradati come l’olivastro (Olea europea var. olivaster L.) e specie erbacee come la carota selvatica (Daucus carota L.).

Ampelodesma

Nome botanico: Ampelodesmos mauritanicus (Poir., T.Durand & Schinz)
Famiglia: Graminacee
Nome in inglese: Mauritania grass

Il nome deriva dal greco ampelos “vite” e desmos “legame”, pianta per legare la vite.

L’ampelodesma è una pianta erbacea perenne che può arrivare a 1/2 metri d’altezza. Colonizza le praterie tipiche dell’area mediterranea formando zone dette ampelodesmeti. Grazie alla rapidità di ripresa dopo il fuoco, la diffusione di questa specie è molto ampia. Essa costituisce, infatti, praterie secondarie che sostituiscono diverse tipologie di vegetazione in cui gli incendi sono molto frequenti.

Presenta foglie resistenti, ruvide e lunghe fino a 1 metro, con margine tagliente. Il fusto, lungo e robusto, porta all’apice spighette che formano una pannocchia ramificata.

Olivastro

Nome botanico: Olea europea
Famiglia: Oleaceae

L’olivastro (Olea europea L. var. olivaster), chiamato anche olivo selvatico, appartiene alla famiglia delle Oleaceae; è una pianta tipicamente mediterranea che cresce in un’area geografica molto estesa.

In Provincia di Salerno vive assieme al lentisco, al carrubo, al ginepro e ad altre specie della macchia mediterranea, fino a un’altitudine di 500-600 metri s.l.m.. È molto longevo ed ha un’eccezionale capacità di riprodursi dalla ceppaia, per cui ricresce velocemente se danneggiato dal fuoco.

Fonte: cielomareterra.org

Carota selvatica

Nome botanico: Daucus carota L.
Famiglia: Apiaceae
Nome inglese: Carrot

Il nome daucus deriva probabilmente dal greco daycos, nel significato di “caldo, bruciante”; gli antichi, infatti, consideravano la carota una pianta riscaldante, secondo la teoria degli umori. Il nome della specie carota è riconducibile al greco karotón, "carnosa", riferito alla radice.

La carota selvatica è un’erba spontanea biennale. Le foglie presentano peluria, sono picciolate e divise. I fiori sono riuniti in infiorescenze bianche a ombrella e al centro presentano un fiore sterile, di colore porpora scura, quasi nero. La radice è un fittone profondo giallo-biancastro, con poche radici laterali, e ha l’odore caratteristico della carota coltivata. Fiorisce dalla primavera fino a dicembre inoltrato. Cresce in prati aridi, terreni incolti, ai margini delle strade, in zone soleggiate (fino ai 1400 metri s.l.m.).