Sito, il centro è stato sede del Gastaldato prima, poi sede feudale dei Conti di Marsico, sotto i quali cominciò a partire dal secolo XI a espandere il proprio dominio consolidando i Casali di Sant’Arsenio, San Rufo, San Pietro, Sassano e Monte San Giacomo, che avrebbero costituito lo Stato di Diano. Le vicende legate alla successione delle famiglie feudali sono molto articolate, e vanno dai Conti Guarna fin verso la metà del XII secolo ai Sanseverino, che tenne la cittadina fino alla metà del XVI secolo: durante la dominazione spagnola prima e borbonica poi lo Stato di Diano con i suoi casali subì un processo di compravendita vorticosa che vide in successione il controllo del Principe di Stigliano, del Vescovo di Eboli Gomez de Sylva, dei Grimaldi di Genova, dei Caracciolo di Brienza, dei Villano di Polla, dei Colonna di Corbara e dei Kalà nel 1652, che lo tennero fino al 1801. Ultimo feudatario fu Vincenzo Schipani, fino all’eversione del 1806. Il dominio dei Sanseverino rappresentò certo la fase più importante per l’evoluzione dell’immagine cittadina, arricchita di numerosi edifici civili e religiosi la cui massima espressione si raggiunse con l’erezione del castello rinascimentale.

Capoluogo dell’omonimo circondario appartenente al Distretto di Sala dal 1811 al 1860, fu rinominato su ordine del neonato governo italiano Teggiano, con richiamo al preesistente centro di età romana.

Teggiano: panorama