Il centro medievale e moderno si sovrappone alla città romana di Tegianum e tuttavia, nonostante i rinvenimenti archeologici e le dispute erudite degli ultimi tre secoli, una ricerca sistematica sull’urbanistica della città antica non è stata finora condotta.

 Numerosi i reimpieghi di materiali lapidei di età repubblicana e imperiale in chiese e palazzi, e non meno importanti i reperti rinvenuti casualmente in paese, andati in parte dispersi, ma anche salvati in raccolte civiche dalla metà dell’ ’800. Resti della fortificazione antica in opera poligonale sono visibili lungo via Antonello Sanseverino, nel fornice e all’esterno della porta medievale dell’Annunziata a sud, e nella postierla presso via del Barbacane: per tecnica e confronti le mura sono state attribuite al IV secolo, ritenendosi quindi che la prima strutturazione in senso urbanistico si debba ai Lucani. La lingua osca fu comunque in uso fino al I secolo a.C., come testimoniano alcune iscrizioni funerarie.

 Da un  atto notarile del XV secolo si ha notizia dei resti di un teatro o un odeon sotto la chiesa di S. Michele Arcangelo e la veridicità dell’informazione, se non della localizzazione, è confermata da una statua di telamone e da un mascherone tragico in pietra oggi conservati nel Museo Lapidario diocesano. Il podio di un tempio italico è ancora leggibile sotto la chiesa di S.Pietro (che ospita il museo diocesano) (foto S. Pietro); un altro tempio è stato ipotizzato nel sedime della chiesa di S. Andrea, tutt’oggi fronteggiata da una colonna in reimpiego, sormontata da un capitello con protomi umane, di un tipo noto anche a Padula, Buonabitacolo, Salerno e Paestum, e comunemente datato nel III-II secolo a.C. Un gruppo di edicole funerarie (tra le quali quella con iscrizione osca) sono reimpiegate sul lato lungo della cattedrale prospiciente piazza S. Cono, insieme a colonne e capitelli di spoglio. Iscrizioni funerarie e dedicatorie di età romana nel magnifico calcare teggianese si ritrovano riutilizzate dovunque (vico Barbacane: restauro di un monumento; via Roma: base del telamone conservato nel lapidario, con dedica a Flavio Severo; ara funeraria in via Castello).

La pianura sottostante il paese, ad esclusione del settore orientale per secoli soggetto a inondazioni e impaludamenti, è stata sfruttata intensivamente in epoca romana dai Tegianenses e da ricchi proprietari latifondisti, tra i quali si conosce Bruttia Crispina, moglie dell’imperatore Commodo nel 178 d.C. Tracce di ville rustiche e sepolture si concentrano nell’area di S. Marco e intorno al torrente Buccana, in contrada Greci, Incarradora, Ponte dell’Anca, Castagneto. Qui sono stati messi in luce i fregi decorati a ghirlande e bucrani di sepolture di notevole pregio costruttivo.

Teggiano: resti della fortificazione di età lucana
Teggiano: resti della fortificazione di età lucana
Teggiano: fortificazione di età lucana alla porta dell'Annunziata
Teggiano: postierla della fortificazione lucana inglobata nelle mura medievali
Teggiano: postierla della fortificazione lucana inglobata nelle mura medievali
Teggiano: edicole funerarie di età repubblicana reimpiegate nella cattedrale
Teggiano: edicole funerarie di età repubblicana reimpiegate nella cattedrale
Teggiano: edicole funerarie di età repubblicana reimpiegate nella cattedrale
Teggiano: capitello, reimpiegate nella cattedrale, particolare
Teggiano: capitello, reimpiegate nella cattedrale, particolare