Tra le strutture gentilizie una particolare menzione merita il Palazzo Baronale che, fondato nel 1290 da Tommaso Sanseverino, fu dimora dei Marchesi Villano: nel 1590 venne ampiamente ricostruito da Giovanni Villano, a seguito dei danni subiti dal terremoto del 1581, come dichiara un’iscrizione posta sul lato sinistro del portale di ingresso. Ricostruito sulle rovine del palazzo precedente a seguito del terremoto del 1857, presenta un accesso rivolto a sud, cortile centrale e ambienti sotterranei, intorno ai quali si sono sviluppate numerose leggende popolari.

Tra le strutture religiose si segnala per la sua lunga storia la Chiesa di San Pietro Apostolo, possedimento dell’Abbazia della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni sin dalla fine del secolo XI, parte di un più articolo complesso monastico con annesso ospedale: nel suo aspetto attuale, derivato principalmente dal rifacimento a seguito del sisma del 1857, si presenta a tre navate con abside principale separata dalle laterali per mezzo di setti murari. Grazie a un moderno restauro sono emerse le tracce di un complesso ciclo pittorico trecentesco, nel quale, oltre ad alcune scene della Passione, si sono volute riconoscere le figure dei committenti: Antonello Sanseverino e il figlio Tommaso in segno di espiazione, al fine di riannodare i legami con i Benedettini di Cava. Ai confini del medesimo casale si trova la Taverna del Passo, una stazione destinata al cambio dei cavalli, che ha ospitato sulla propria facciata sin dal XVI secolo il Lapis Pollae: attualmente è di proprietà privata.

Nel centro storico si trova la Chiesa di San Nicola dei Latini che, risalente al XIV secolo, presentava in origine un’unica navata, cui ne furono aggiunte due nel 1638, scandite da diversi altari: in quella di sinistra è situato l’altare dedicato a San Michele Arcangelo, sopra il quale v’è un quadro del Santo realizzato dal pittore locale Donato Venosa, allievo di Domenico Sorrentino. Una tela dello stesso Sorrentino, raffigurante San Lorenzo che distribuisce i tesori della Chiesa ai Poveri, è custodita nella sagrestia. Notevole il portale, datato 1512, che presenta scolpito un sole, simbolo del dio Apollo, da cui si faceva discendere il nome di Polla. Chiusa al culto dal sisma del 1980 risulta invece la prossima Chiesa di Santa Maria dei Greci, fondata nel XIV secolo e dedicata alla Madonna delle Grazie, che ha mantenuto il rito greco fino al Concilio di Trento: in facciata presenta un semplice portale, sostenuto da leoni stilofori, mentre nella parte retrostante si apre l’oratorio settecentesco, un tempo parte integrante della Chiesa. Dal sisma del 1980 sono state gravemente danneggiate tanto la Chiesa della Santissima Trinità, di impianto settecentesco con unica navata e un’abside semicircolare allungata, sconsacrata e sostituita dalla Chiesa di Cristo Re, quanto la Chiesa di San Nicola dei Greci: attualmente ne rimangono solo i muri perimetrali e il notevole portale cinquecentesco che, sorretto da due leoni accovacciati, presenta sull’architrave lo stemma della famiglia Mansione.

Un cenno merita anche la Chiesa del Santissimo Rosario, a navata unica, sui cui lati sono situati quattro altari in legno colorato: costruita nel 1540 e dedicata alla Santissima Annunziata, deve la dedicazione attuale alla Vergine del Rosario in relazione alla vittoria di Lepanto. Ai piedi dell’altare maggiore, come dichiara una pietra tombale, è stata sepolta nel XVIII secolo Suor Angela Tramontano, mentre sulle pareti sono presenti alcuni affreschi con figure di Domenicani.

L’attuale sede del Palazzo Comunale riutilizza il Monastero delle Clarisse, e si compone di una Chiesa sconsacrata, ora aula consiliare, e di un cortile a cui si accede da un ampio androne: sull’ingresso è posto lo stemma francescano.

Moderna è invece la semplice Chiesa di Cristo Re, rivestita con pareti esterne rivestite a mattoncini: presenta nel prospetto principale tre portoni in legno e, nella parte superiore della facciata, un timpano all’interno del quale si trova una finestra circolare con una croce di ferro. Al suo interno è custodita la Pala Villano, già conservata nella Chiesa della Confraternita del Santissimo Rosario, attribuita a Michele Ragolia e raffigurante San Gaetano da Thiene che dà la regola.

Il più rappresentativo monumento del centro è il Convento dei Frati Minori. Costruito a partire dal 1541 per accogliere i Frati Francescani Osservanti, fu aperto ancora non terminato nel 1550: scene della vita di San Francesco sono affrescate nel Chiostro, da cui si accede al refettorio, rivestito con maioliche del Settecento e con l’Ultima Cena raffigurata sulla parete di fondo. L’attigua Chiesa, oggi Santuario, presenta un ingresso cinto da due loggette in cui si trovano le statue di San Francesco e Sant’Antonio, poste in piccole nicchie, mentre sulle pareti sono affrescati i quattro Dottori dell’Ordine. L’interno della Chiesa, a navata unica con cappella posta alla destra dell’ingresso, è ricco di opere di particolare rilievo, per lo più risalenti al XVII secolo, che vide una convergenza di illustri artisti grazie all’intervento di padre Ambrogio Pantoliano: dalla quadreria a soffitto, opera di Michele Ragolia datata 1666 e formata da quaranta tavole dipinte con scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, alla tribuna dov’è collocato l’organo, con cantoria sovrastata dai Dodici Apostoli, senza dimenticare il coro in noce di Calabria con ventuno stalli e ventitré busti frontali a bassorilievo con Santi dell’Ordine Francescano. Gli affreschi della navata, di epoca tardo barocca, sono opera di Anselmo Palmieri e di Francesco de Martino, mentre l’altare maggiore in scagliola policroma a intarsi è stato realizzato nel 1706 da Gennaro Mannelli.

Situato in posizione elevata e dominante l’abitato è invece il Convento dei Cappuccini, costruito nel 1538 sul luogo del più antico Ospedale di Santa Maria di Costantinopoli: la Chiesa si compone di una semplice aula sacra, mentre il Convento presenta un piccolo chiostro con pozzo. Nella prima metà del Seicento visse nel Convento Padre Damasceno da Lacedonia, autore nella tradizione locale di diversi miracoli: si narra che le sue ossa, sepolte nella fossa comune della Chiesa, abbiano continuato a emanare per anni un odore profumato. Al suo interno sono conservate una tela raffigurante la Madonna di Costantinopoli, opera di Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa, e una statua lignea di Sant’Antonio, realizzata da Giacomo Colombo.

Polla: palazzo baronale

 

Polla: chiesa di San Pietro Apostolo

 

Polla: taverna del passo

 

Polla: chiesa di Santa Maria dei Greci

 

Polla: chiesa di Santa Maria dei Greci, particolare del portale

 

Polla: chiesa di Cristo Re, Pala Viliano

 

Polla: convento dei frati minori

 

Polla: convento dei frati minori, loggetta dell'ingresso

 

Polla: convento dei frati minori, chiesa

 

Polla: convento dei frati minori, opere risalenti al XVII secolo

 

Polla: convento dei frati minori, tribuna con organo

 

Polla: convento dei Cappuccini