Molte e ricche testimonianze del passato sono affiorate nel territorio di Padula: vasi attici a figure nere  e rosse di elevato valore artistico, vasi in bronzo etruschi e magnogreci e ceramiche enotrie sono stati trovati in sepolture del VI e V secolo a.C. nelle campagne ai piedi dell’abitato moderno (contrade Valle Pupina, Sterpone e Pantanello). Le tombe appartengono a un insediamento di età  tardo-arcaica e classica di grande floridezza economica, ancora non individuato, che sostituì il più antico centro villanoviano ed enotrio di Sala Consilina fino alla conquista romana del III secolo a.C.

Una città romana sorgeva sul colle della Civita, a sud dell’abitato di Padula, non lontano del cimitero. Cosilinum era il suo nome, come attesta una fortunata scoperta epigrafica del 1900 (epigrafe della res publica Cosilinatium): la forma urbana è nota nelle linee essenziali, impostata ortogonalmente su terrazzamenti degradanti a sud-ovest. In passato sono stati scavati una grande torre della fortificazione, databile nella prima metà del I secolo a.C., un edificio termale e un grande muro di terrazzamento in opera poligonale. Le epigrafi ricordano un teatro, un tempio di Esculapio e un portico di Ercole. In età imperiale la città arroccata perde gradualmente di importanza e le principali attività economiche si svolgono ai piedi della collina. Nonostante interventi recenti di sistemazione e restauro, all’area si accede con qualche difficoltà.

Colonne con interessanti capitelli figurati appartenenti a un edificio di culto sono venuti alla luce  nel fondovalle, non lontano dalla Certosa di S. Lorenzo. Nella vicina area di S. Cristoforo vecchi scavi hanno scoperto su circa 600 mq. una villa del II secolo a.C. adorna di statue, stucchi e pavimenti tessellati che fu riutilizzata fino al VI secolo d.C. con finalità di culto.

Grande suggestione emana dal battistero paleocristiano di S. Giovanni in Fonte, costruito nel IV secolo d.C. sopra una sorgente nella campagna a nord di Padula, in prossimità di una villa rustica romana e della via antica (Annia o Popilia), dove era fiorito un più antico culto alla ‘dea bianca’ Leukothea. Il luogo fu chiamato Marcellianum, da papa Marcello, e attrasse un’affollatissima fiera annuale fino al VI secolo d.C. Il fonte battesimale reimpiega numerosi elementi architettonici ed epigrafi di età romana nelle strutture, più volte integrate e restaurate nel corso dei secoli; frammenti di affreschi del VI e dell’XI secolo si conservano nella copertura del lago catecumenale e nella attigua cappella di S. Giovanni.

Padula: Colle della Civita
Padula: la grande torre (parco archeologico di Cosilinum
Padula: la grande torre (parco archeologico di Cosilinum
Padula: muro di terrazzamento in opere poligonale
Padula: muro di terrazzamento in opere poligonale
Padula: capitello figurato
Padula: capitello figurato
Padula: reperti della villaromanadel II secolo d.C. mosaico
Padula: reperti della villaromanadel II secolo d.C. vasi in argento
Padula: S. Giovanni in Fonte, architettura esterna
Padula: S. Giovanni in Fonte, architettura esterna
Padula: S. Giovanni in Fonte, fonte battesimale
Padula: S. Giovanni in Fonte, fonte battesimale
Padula: S. Giovanni in Fonte, affreschi medievali