Evidenze storico-artistiche

Troneggia sul paese il Castello, oggi di proprietà della famiglia Maioli, che conserva dell’impianto originario di epoca normanna solamente un torrione cilindrico nell’angolo nord-est del giardino: l’attuale impianto ricalca una risistemazione operata alla fine del XV secolo. Suddiviso in un pian terreno, utilizzato come cantina, e un piano nobile, presenta un cortile di forma trapezoidale, con la base minore rivolta verso il portale d’ingresso: al suo interno è presente una piccola cappella. Durante la prima metà del novecento ha ospitato l’ultimo re d’Italia Umberto II di Savoia, compagno di caccia del marchese Francesco Castriota Scanderbech, e sua moglie Maria José.

Nel centro storico è situata la Chiesa di San Giovanni, conosciuta anche come Santa Maria delle Grazie: presenta al suo interno un notevole altare policromo in legno e conserva, nella nicchia, una statua lignea di Maria Santissima delle Grazie, datata 1811. Poco da presso si trova il Complesso Monumentale dello Jesus, che ospita attualmente l’Osservatorio sul Doposisma della Fondazione Mida: fungeva da sede della Confraternita del Santissimo Sacramento, come dichiara un’iscrizione latina posta sull’architrave in pietra all’ingresso, soppressa a seguito del terremoto del 1857.

Appena fuori le mura si trova invece la Chiesa di San Nicola di Mira la cui denominazione richiama quella di una Chiesa documentata insieme alla Cappella della Circoncisione posta fuori dalle mura dell’abitato, distrutta dal terremoto del 1857: in quell’occasione infatti il Convento dell’Ordine di San Francesco della Scarpa, risalente al XII secolo, venne ristrutturato e prese il nome dell’antica Chiesa di San Nicola di Mira. Al suo interno conserva, oltre che una lapide dedicatoria posta da un membro della famiglia De Maffutis di recente trafugamento, una statua del Santo Patrono, San Donato di Ripacandida, in una teca d’argento e alcuni dipinti realizzati da Fortunato Pugliese.

Una porzione del paese, abbandonata a seguito del terremoto del 1980, è stata convertita in Parco a ruderi: consolidate le strutture crollate in seguito al sisma nella loro natura di rudere e conservati gli effetti della rinaturalizzazione consistente nella contaminazione del costruito tramite la vegetazione penetrata negli spazi vuoti dagli orti coltivati circostanti, il Parco vuole proporsi come un monumento alla memoria dell’abbandono.

Auletta: il castello
Auletta: Chiesa di San Giovanni
Auletta: chiesa monumentale dello Jesus
Auletta: portale, chiesa monumentale dello Jesus
Auletta: chiesa monumentale dello Jesus
Auletta: chiesa di San Nicola
Auletta: chiesa di San Nicola
Auletta: chiesa di San Nicola
Auletta: chiesa di San Nicola, statua del Santo Patrono